LA RADIO DEL MISTERO

RAFFAELE FAMELI

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Capitolo 9

 

(=L’INCONTRO CON MARIO E RIC, L’INIZIO DEGLI EXPERIMENTES, SAMANTHA=)

 

Prima d’uscire, non dimenticai di copiare su un foglietto quei numeri che avevo ricevuto dalla radio e di mettermeli nel portafoglio. Mario era stato chiaro a tal proposito. Però, ancora non avevo capito cosa potessero centrare gli extraterrestri con me e con LUI! Ero stato vittima d’un rapimento, questo è certo, ma il GUFO? Perché era con loro? Lavoravano per LUI, oppure ero stato io, e sol io a vederLO? Tutte quelle domande mi ronzavano nel cervello come tantissime api… Solo Mario o Ric potevano rispondermi… Solo loro, visto che ne avevano viste e sentite più di me su quel mondo a me, fino allora, sconosciuto. Ero uno scoiattolo, e come tale avevo moltissima paura! Ora, comprendevo la figura del GUFO! Probabilmente, ad ogni tipo d’animale corrispondeva un predatore… Doveva esser così. Ad ognuno, EGLI, si mostrava in modo diverso… Ripensai anche ai tre manichini… quelli che m’avevano fatto molta paura, ma, a ripensarci bene m’accorsi che erano miei, se si possono definire così… “AMICI” od ALLEATI, proprio come quelli che aveva avuto Ric e Mario. Infatti, Mario aveva il Pen, che a pensarci bene, assomigliava molto ai tre che avevo visto io. Assomigliava anche ai GRIGI, anche se mancavano i connotati. E se fossero dei grigi che si erano RIBELLATI A LUI?

 

Uscii di casa con il cuore in gola! Con me presi il cellulare che non lasciavo mai! Se m’avessero contattato, di certo, l’avrebbero fatto con quello…

Mi diressi verso il centro della città senza una meta precisa! Mi recai in un bar e presi il solito caffè! Il barista mi servì la bevanda, quando m’accorsi di non esser solo in quel posto! Infatti, seduti su un divanetto rosso, vidi Mario e Ric. “Alby… Vedo che non ti sei fatto attendere! Cominciamo bene, scoiattolino! Come ti và la vita? Com’è andata la nottata? E’ stata molto lunga, non è vero?” Disse Mario ridendo, mentre Ric stava ad ascoltare. Al momento, non pensai al fatto che sapesse del mio status. “… Bene! Sto bene…” dissi avvicinandomi a loro. “Non si direbbe…” Riprese Ric. “Sai, Alberto, tu mi ricordi molto me quando tutto è iniziato! Ti vedo pallido… ma, ora devi spiegarmi cosa hai visto e RICEVUTO! Dobbiamo saperlo per poterti aiutare a COMPRENDERE E CAPIRE…” Mi misi seduto vicino a loro, e cominciai a raccontare tutto dall’inizio alla fine, non tralasciando proprio nulla! I due, si guardarono in faccia seri, e poi, sollevandosi dalla poltrona, Mario disse: “… Uhm… Come sospettavo… Molto più grave del previsto! Ah! Sotto casa mia! Porca miseria! Hai con te i numeri?” Glieli porsi. “Criptici! Ci vorrebbe un decodificatore… Ma, forse qualcuno sa come trovarlo… Ho già in mente qualcuno! Comunque, s’è fatta quasi quell’ora, Ric! L’ora di cominciare a vedere la LUCE nel BUIO… Per Alby è la prima volta… e lo è anche per te, Ric! Solo che Dantini avrà un compito molto speciale… quello che ho avuto io per lui! Dovrai far gli EXPERIMENTES ad Alby! Però, prima devi fargli veder chi sei davvero! Non sarà molto facile! AHAHAHA!! Già, vedi Alby, scoiattolino mio… io sono un GATTO, mentre, come avrai letto, lui, Ric è una VOLPE…” Mi sentivo come Pinocchio, mi potevo fidare di loro? Non avevo altra scelta… “Quindi… dovrò fare tutto quello che ha fatto Riccardo se non dico male?” dissi. “Dovrai, e non solo, Alby! Ah! Proverai molta paura, ma devo ricordarti che è tutto necessario! Tutto di quello che vedrai, sentirai, proverai è NECESSARIO! Ti è capitato QUELLO PIU’ POTENTE, Alby! Non ti invidio proprio… Comunque, il primo passo è veder un predatore… ma vederlo e sentirlo BENE! Ricordati però che è sempre Ric!” Riccardo, nel sentire quelle parole, disse a Mario: “… Ma s’impressionerà! Si è già impressionato a casa mia, quando io e Meni gli abbiamo fatto veder per un solo istante… Come posso fare quella cosa di cui abbiamo parlato Mario?” Quello, urlò: “Allora, nemmeno tu hai capito ancora nulla! DEVI FARLO!! E’ questo il destino di chi LI HA CONOSCIUTI!” “Va bene! Farò come vuoi tu… ma, io sono diverso da te… Lo farò con calma!” Di cosa stavano parlando? Avevo capito che non era una cosa facile. Tremavo! Già tremavo. Mario, allora disse: “Calma… BLAH… Devi comportarti, Dantini, come quello che sei! E lui, si deve comportare come quello che è! Come farà ad affrontare EGLI, se prima non VEDE NELLA PAURA? Ricordati Dantini che è tutto nelle tue zamp… cioè, nelle tue mani! Adesso muoviamoci! Dovremo andare nella mia tan, cioè a casa mia, e lì cominciare l’addestramento al BUIOS…”. Conoscevo quel termine, e tremai ancor di più. Così, io e Ric ci alzammo dalle comode poltrone, e uscimmo per andar da Mario. Già sentivo odor di braciere, ma, probabilmente, era solo una mia impressione.

 

Non ci recammo subito a casa di Mario… Prima, scendemmo per una viuzza stretta. Conoscevo quel luogo… Era il luogo dove c’era il quartiere ebraico! Quella era la zona dove c’era la BASE, ma, con la luce del giorno, tutto sembrava tranquillo… NORMALE! Non c’era nulla di quanto avevo sognato, e pur sapevo che non era così.

 

Senza dire una parola, andammo via da quel luogo e ci dirigemmo a casa del GATTO. Suonò il campanello… Fu sua sorella ad aprire. “Va Via…” Le disse, e quella, con un sorriso ironico e strano, disse, guardandomi: “Va bene… ma, andateci piano… Cominciare a prima mattina ad… Mah…” E corse via. Eravamo soli… Almeno così speravo. In quella casa regnava la polvere ed il BUIO. Mario, nel chiudere la porta, che cigolò in modo molto sinistro, disse: “Ecco… Quella è la stanza dove LO VEDRAI… Non vedrai il GUFO, ma un’altra cosa che ti farà rizzare i capelli in testa! AHAHAHA!! Se hai letto quello che hai letto, saprai cosa, più o meno, t’aspetta! Ancora non è nulla… Ricordati Alby che ancora NON E’ NULLA… Già… ma cos’è il NULLA?” In quel momento avrei voluto avere la PIRAMIDE come Ric. “Ora, seguitemi… Ecco la stanza degli EXPERIMENTES dove Ric ha saputo… Anche tu, Alby saprai, o… scapperai? AHAHAHAHA!!” Ric, mi guardò in modo tenero. Probabilmente ripercorse con la mente tutto quello che aveva vissuto in quel tetro luogo. “I divani son lì… Beh… Anche il PLAID è lì… Tutto è come è stato e sempre sarà! AHAHAH!! Vi lascio al VOSTRO MOMENTO INTIMO… Io sarò nella stanza accanto con il mio AMICHETTO… In caso di necessità, NON ACCENDETE LA LUCE… Potrebbe abbagliarvi e farvi veder… Ma lasciamo stare! In genere è meglio NON VEDERE… E’ meglio NON CAPIRE SUBITO!! Adesso… adesso vi lascio… BUON DIVERTIMENTO…”. Mario se ne andò via, chiudendo la porta, e lasciando me e Ric in quel salotto buio. Potevamo sentire ancora la voce nasale di Mario che rideva e rideva… Dopo… dopo silenzio… un silenzio innaturale. L’unica cosa che potevo sentire era il battito del mio cuore, ma sapevo di non esser da solo… C’era Riccardo… Ric con me… Non m’avrebbe fatto del male…

 

Riccardo, mi fece accomodare su un divano che sentivo esser coperto da polvere… tanta polvere. Con delicatezza mi prese la mano e mi disse: “Alberto! So che hai paura… credimi, anche io ne ho, ma non per questo momento, ma per quello che dovrai vedere ed affrontare dopo questa prova! E’ la prima volta che aiuto qualcuno, come fece con me Mario, negli EXPERIMENTES… Però sapevo che questo giorno sarebbe giunto… forse non così presto! Dovrai affrontare MOSTRI, Alberto! Mostri che sono senza pietà… mostri che non esitano ad uccidere! Come avrai sicuramente letto nel mio racconto, molti sono morti… TROPPI! Io ho affrontato i TRE ma ho avuto terrore e paura! Paura della LUCE NEL BUIO! Ora, tu cerchi di trovar il PI GRECO che ti permetterà di far quadrar il cerchio! TU SEI NEL CENTRO! Ora, prima d’affrontare l’ignoto, devo farti affrontare la paura del BUIOS! So che sei uno SCOIATTOLO STRIATO… Una creatura della LUCE! Io, invece sono una CREATURA DEL BUIO! Forse, per me è stato più semplice… Io avevo paura della luce, mentre tu del buio! Siamo uguali ma diversi! Ma, purtroppo, come per la vita, tutto parte dal BUIO… dal BUIOS! Ti chiedo solo di rimanere calmo e di non scappare via! Io l’ho fatto, ma lo stesso ho dovuto affrontare le mie paure ed angosce! Ricordati che non sarai solo in questo percorso… Forse, anzi sicuramente, lo sarai in futuro! Ma ora no! Ora sei con amici, anche se potrà sembrarti che non è così, dopo che avrai visto e provato quello che ora ti farò vedere! Tu hai già visto qualcosa, ma non tutto! Ora, sta attento…” Dicendo così, Riccardo per prima cosa, staccò la sua mano dalla mia. “Chiudi gli occhi Alberto! Chiudili e riaprili solo quando te lo dirò! Ricordati che SONO SEMPRE IO! Qui LORO non possono entrare!” Nel dir questo, lo sentii come togliersi tutti i vestiti. Avevo chiuso gli occhi, ma avevo una voglia matta d’aprirli e VEDERE, anche se ciò, sapevo che m’avrebbe solo portato terrore. Lui, adesso, sicuramente era nudo… lo capivo. Dopo molto silenzio, udii come un verso strano… come di un animale! Tremai… capii… ma, lo stesso tenevo gli occhi serrati. Con strani suoni, Riccardo, con una voce che s’era fatta strana… troppo strana, mi disse: “… Toccami le mani… Non aver paura…”. In quel momento, avrei voluto gridare… scappare via… “Avanti! Ti prego! Non prolunghiamo la prova, Alberto!” Riccardo, mi esortava a reagire… a fare! Sembrava soffrisse, forse ancor più di me. Mi feci coraggio, anche per evitargli questo dolore! Lo comprendevo… Sembra strano ma fu così… Allora, allungai la mia mano, e la posai dove sapevo di trovar la sua. Un attimo di paura e di terrore. Toccai qualcosa di peloso e morbido! PELO! Toccai interamente la sua mano, e m’accorsi che era allungata, e dove dovevano trovarsi le dita, c’era qualcosa d’appuntito! Artigli! Gridai, mentre Mario, nell’altra stanza o proprio lì, rideva… “T’ho detto di non aver paura! Ancora non hai visto… ancora non hai ben capito, anche se nella tua mente mi stai vedendo! Ma, la realtà è molto diversa… molto più CRUDA! Adesso, ti chiedo di toccarmi il petto… e poi, di scendere fino alla mia schiena!” Con ansia, feci quello che mi diceva… Quando toccai il suo petto, notai ancor più pelo! Un pelo molto folto… Gridai ancora, ma facendomi coraggio, arrivai con le mani dietro di lui, ed ho potuto toccare qualcosa che assomigliava ad una lunga coda! Era di certo una coda di VOLPE! Mi venne un groppo in gola… Pensai seriamente di svenire, ma, ancora avevo gli occhi chiusi! Dopo, Riccardo, si staccò da me, e mi disse: “Adesso, ancora non hai completamente toccato! Devi toccarmi il volto! Questo, di sicuro, ti provocherà spavento, ma, ricordati che SON SEMPRE IO! Qui i VERI MOSTRI sono ben altri… Toccami il viso, e poi VEDRAI IL BENE… e dopo… IL MALE!” Anche se ero in condizioni a dir poco pietose, feci quello che Riccardo mi proponeva. Allungai ancora la mano, e questa volta, toccai orecchie triangolari, poi scesi in giù, ed arrivai a quello che pensavo fosse il naso… ma, in realtà era un MUSO molto lungo! Capii ed urlai ancor di più, anche perché avevo anche toccato quelli che capii esser vibrisse… proprio come quelle d’una volpe! Ma, la cosa che mi fece più terrore, fu quando arrivai a toccar qualcosa di caldo e poi d’appuntito! Capii! Era la bocca! Una bocca che sicuramente aveva lunghi denti appuntiti! Toccai anche il labbro inferiore, ed alla fine, scesi ancor fino al petto! Notai d’aver le mani bagnate di saliva! Scesi ancora, alla fine, toccai come una specie di sacca… avevo ben capito cosa avevo sfiorato! Urlai… urlai come non avevo mai fatto prima! Dopo di questo, sentii Riccardo sollevarsi dal divano molto velocemente, e mi disse di girarmi indietro, di non guardare e d’accendere la luce! Lì, avrei visto IL BENE! Feci come aveva detto! M’alzai dal divano e capivo che lui era molto distante da me! Trovai a tentoni l’interruttore e lo accesi, ma senza aprir gli occhi. Ad un tratto, la voce, in un altro angolo della stanza, ancora buio di Riccardo, mi disse: “Adesso, guarda sul divano dov’eri seduto… Vedrai il BENE, Alberto! Quello che in realtà io sono! Sul divano c’è qualcosa che hai già visto! Non aver paura… è mio fratello… poi… poi, vedrai ME…” Feci, anche se con molta ansia, quello che m’aveva detto! Non poteva capitarmi nulla, questo lo capivo… Aprii gli occhi, e vidi, proprio dov’ero stato io, una volpe… Era qualcosa di bellissimo! Sembrava quasi un peluche! Riccardo, mi disse: “Accarezzalo Alberto! E’ Daniele! Non ti farà nulla! Comprendo la tua paura! E’ pur sempre per te un PREDATORE! Ma, non ti farà niente!” No! Non avevo più paura! Avevo, anche sol per un attimo, dimenticato quello che avevo toccato prima, anche perché quello che prima avevo avuto davanti a me, non era una volpe come quella che avevo davanti in quel momento… ma, un qualcosa simile ad un essere umano, ma col le sembianze volpine! M’avvicinai e mi misi ad accarezzare quella creatura! Quello mi leccò la mano! ERA IL BENE! Era la TENEREZZA! Provai la sensazione di quando mi vidi da scoiattolo striato! Avevo dimenticato tutta la paura. Daniele, sembrò apprezzare il mio gesto, guardandomi con i suoi stupendi occhi gialli… ma poi, all’improvviso, mi morse la mano! Si spense di nuovo la luce… Urlai! “Ma… perché m’ha morso? Riccardo… Spiegami! Non capisco…”. Riccardo, che ora sembrava esser dietro di me, disse: “Ti ha morso perché sei uno SCOIATTOLO… una PREDA!! Lui… come ME, è una VOLPE!! Cosa pensavi… che sarebbe filato tutto liscio? Ancora devi vedere il MALE!! Ora girati… GIRATI, SCOIATTOLO STRIATO e GUARDA!! GUARDAMI!!” Mi voltai, e con terrore vidi in controluce, come se ci fosse dietro la porta una luce, la sagoma di quella volpe enorme che avevo toccato! Avrei voluto morire in quel momento! Non m’accorsi… ma, credo che mi fossi trasformato in quell’istante in scoiattolo… come avevo visto allo specchio! Provai a scappare via, ma, quello m’agguantò e mi gettò in terra. “Ecco!! Ecco Alberto!! Ecco il BUIOS!!” Dicendo così, mi morse forte alla mano già dolorante. Piansi… Poi, si avvicinò alla mia gola con il suo muso lungo… Provò a mordermi per farmi morire! Sentii i suoi lunghi ed affilati denti premere! Era orribile! Pensai d’esser morto! Piansi e squittii… già! Squittii! Non avevo la forza di respirare, e così, svenni.

 

Mi svegliai sul divano! Accanto a me Riccardo e Mario! Erano normali! La luce era accesa, e m’accorsi che le serrande proiettavano sul muro i famosi puntini. “Oh! Alberto! Mi dispiace averti fatto male! Ma, ERA NECESSARIO! Quello che hai provato non dimenticarlo! Oggi hai visto un predatore, ma presto vedrai LUI!” Mi disse Riccardo, stringendomi la mano insanguinata con tenerezza. Piansi e chiesi: “… Perché? Perché tutto questo proprio a me? So… comprendo che non l’hai fatto per cattiveria… ma ho avuto paura!” Riccardo, piangeva anche lui. Fu Mario a rispondermi: “Alby… Riccardo l’ha fatto per farti capire cosa dovrai affrontare! Non aver paura! Non aver paura di noi! Vedi… gli EXPERIMENTES sono iniziati! Ormai, non ne potrai più far a meno! Ritornerai qui, e ci chiederai ancora di farli! Consideralo un addestramento! A proposito… Verrai contattato da un’amica… Ho molto faticato per rintracciarla, ma alla fine, solo cinque minuti fa, l’ho trovata! Per fortuna è nei paraggi… Pensavo fosse lontana! Comunque, ti chiamerà e vi metterete d’accordo per poter DECODIFICARE il messaggio che hai RICEVUTO! Ah! POVERINA… Anche lei ha… Ma va bene, Alby! Ora è il momento di ritornare a casa! Stammi bene!” Riccardo, mentre mi sollevavo, mi disse sorridendo in modo triste: “Ricordati, amico mio, che NON SEI SOLO! Perdonami se puoi… Perdonami per averti fatto male! Perdonami anche per il futuro… Adesso và… Ci rincontreremo… Ed a quel punto, cominceranno DAVVERO GLI EXPERIMENTES…”. Anche se terrorizzato, lo abbracciai, ed andando verso la porta,  gli dissi: “Riccardo! Non ti preoccupare… Ho già dimenticato! So perché l’hai fatto! L’hai fatto per il mio bene! Certo! Verrò di nuovo…”. Dicendo così, aprii la porta ed uscii in strada. Il sole illuminava il mio viso… ma, una nube nel mio cuore s’addensava.

 

Andai verso casa con una nuova consapevolezza… una nuova forza! Certo… non era stato facile, ma ora sapevo ancor di più! Si doveva soffrire per esser forti! Ma, un pensiero, quando ormai mi trovavo vicino casa, mi travolse. Chi era quell’amica di cui m’aveva parlato Mario? “Ma certo! Samantha!” Dissi trionfalmente! Avrebbe dovuto contattarmi, ma per far cosa? Decodificare i numeri che avevo ricevuto… ma, come avrebbe fatto? Tutte domande senza una risposta… tutte domande che mi portarono a ricordare chi era LEI… ma ancora era presto! Era presto per i ricordi!

 

Intanto, avevo già aperto la porta di casa! Era già l’ora di pranzare. Pensai che il tempo fosse scorso in modo molto veloce, ma, tuttavia, non mi feci molte domande. Andai a lavarmi le mani, specialmente quella sporca di sangue e corsi a tavola con i miei. Come al solito non mi fecero nessuna domanda… né dov’ero stato, e né con chi. Tutto era perfetto come al solito! Sa Dio e sol Lui quanto avrei voluto dire tutto a chi m’aveva dato la vita in modo, sicuramente puro… ma, non volevo farli soffrire! Non se lo meritavano! Dal racconto di Ric, capivo che se non m’avevano detto tutta la verità era per proteggermi… PROTEGGERMI DA LUI!

 

Dovevo sbrigarmi… Di certo, Samantha m’avrebbe contattato, oppure l’avrebbero fatto Ric o Mario. Mangiai con foga, e poi diritto in camera mia. Per ingannare il tempo, accesi il portatile e mi misi a scrivere appunti sulle mie esperienze avute, che avrebbero dato luogo, poi, alla MIA STORIA! Come aveva fatto Ric, copiai molte volte tutto quello che avevo scritto su diversi supporti, che, proprio come uno scoiattolo che nasconde le ghiande, seminai un po’ dappertutto, dove sapevo che nessuno o NESSUNO li avrebbe mai cercati e trovati.

Quando ebbi finito, sentii squillare il mio smartphone. Un numero sconosciuto! Risposi senza pensare. Come cavolo avevano fatto ad aver il mio numero di cellulare? Era per caso Mario oppure Ric? Comunque, risposi… “Pronto?” “Alberto… Ciao! Ti ricordi di me?” Era una ragazza… era Samantha! “… Ah! Certo… Sei tu, Samantha, vero?” “Si Alberto! Sono proprio io! Ah! Quanto tempo è trascorso da quei lunghi giorni in cui stavamo insieme… Ti ricordi quelle estati di tanti tanti anni fa? Quando ti dissi che eri il mio PRINCIPE? Poi, andai via per non far ritorno… ma, ma adesso sono qui! Sono in città! M’ha contattato un ragazzo… Mario… Sai, m’ha spiegato tutto! So quello che stai facendo e cercando! Ti voglio dare una mano! Anch’io ti devo confidare molto di me… Ti spiegherò tutto al nostro incontro! Per ora, m’ha detto Mario, che devi ancora RICEVERE e RICORDARE! Ci incontreremo stasera alle 18 in punto davanti la mia ex casa! Fatti trovare lì con i numeri! Mi raccomando… sta attento! Così farò anch’io!” “Certo Samantha! Non mancherò… Comunque, com’è che sai… Cosa ti è successo?” “Non far domande… NON ORA! Ci vediamo! Con te, oltre ai numeri, porta anche il piccolo portachiavi che t’ho regalato prima di partire! Ti porterà fortuna… Ciao… Amore mio… mai dimenticato…” E chiuse la comunicazione.

Rimasi immobile! Ancora si ricordava di me… Ancora mi voleva bene! Allora, mi chiesi, perché m’aveva lasciato? Ricordai che era stata colpa dei suoi genitori… Avevano venduto la loro casa per le vacanze! Almeno così pensavo…

 

Dopo un po’, andai a frugare in un cassetto della mia scrivania. Dovevo trovare quel portachiavi. Non lo trovai subito… Era in mezzo a molte cianfrusaglie, ma alla fine eccolo! Che strano… Non l’avevo mai notato, eppure era raffigurato un piccolo scoiattolino! Lo strinsi tra le mani, proprio come Ric aveva fatto con la sua PIRAMIDE! Solo che quell’oggetto, a me, fece l’effetto di ricordare… già! Ricordare il mio passato… ricordare quello che avevo rimosso di LEI.

 

 

 

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