I TRE VOLTI DEL PASSATO

RAFFAELE FAMELI

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(XIV) ESSERE RICEVITORI DEL TEMPO – RITORNO E DELUSIONE ALLA CASA DI KATY – LA RICERCA NEGATA DELLA CINESINA SULLA RETE – IL FRATELLO IN FURSUIT E LA BAMBOLA SENZA VOLTO

 

         Ero uscito, ma, nonostante avessi deciso cosa cercare, non avevo una meta precisa… perciò decisi d’andare dalla signora Katy… la sola, insieme alla figlia, che forse poteva aiutarmi… le sole che conoscevano la Cinesina… Scesi le scale che conducevano in strada. Avevo le idee chiare! La Cinesina poteva essere ancora, nonostante gli anni trascorsi, ancora in quella casa! Ad ogni passo in avanti, rivedevo la FOTO e Mami e non mi davo pace! Se Mami era stato crudele, forse, l’altro volto non lo sarebbe stato, ma, ricordando il sogno che avevo fatto… tremavo! Potevano farmi del male… male fisico! Forse era per questo, che nessuno voleva che io rivedessi e, soprattutto ricordassi il mio passato! Forse… li avevo già incontrati…

         Arrivato ad un angolo, incontrai Mario, che era lì, come se mi stesse aspettando. Mi spaventai, ma, alla fine, facendo finta di nulla, gli dissi: “Ciao…” Quello, mi guardò, e prendendomi il braccio destro come per fermarmi, mi disse: “Dove stai andando Riccardo? So tutto! So della piramide… Ma forse, la rivedrai! Comunque, ora, non hai nessuna protezione contro di LORO! Vuoi trovare in quella casa il secondo volto, ma è inutile! Te lo hanno nascosto una volta… lo faranno anche ora! Dantini… Non hai, almeno per ora, nessuna possibilità di recuperarlo… Non troverai quella foto, né lì e né da nessun’altra parte! Ancora è presto! Non sei pronto per l’incontro!” Mi distaccai violentemente dalla sua mano, e gli dissi: “Ho paura… è vero! Ma non sono un codardo! Dimmi… Perché tutto questo a me? Cosa sai tu sul mio conto? A me scompare tutto, eppure, è tutto qui… dentro il mio cervello! So di non essere perfetto… ma questa notte… questa notte ho visto LUI! Mio fratello!” Mario, nel sentire questo, sorridendo in modo molto strano, mi disse: “Lo so… C’ero anch’io! Gli hanno fatto del male! Voleva difenderti… Dimmi Dantini… Vuoi che ne facciano anche a te? Dimmelo… Sei uno stolto se li vuoi affrontare adesso! Per ora, tu sei solo un RICEVITORE… RICEVITORE DEL TEMPO! Comunque, è il tuo destino, CUGINO VOLPE… Già… ok… Non ti fermerò… non era mia intenzione farlo! Volevo solamente avvertirti del pericolo che stai correndo! Ah! Ancora devi ricordare molto! Sotto il cassetto del comodino della stanza di cristallo… la “tua” stanza, anche se hai “perso” la preziosa piramide, troverai qualcosa di mio… qualcosa che ti lasciai, poiché sapevo quello che sarebbe successo… sapevo che la tua ricerca, prima o poi, sarebbe cominciata! E’ il mio numero! E’ il numero 14! Oltre al passato… il tuo… troverai anche questo! Non te lo possono togliere! Consideralo un regalo di un micio, fatto quando è venuto a dormire a casa tua… quando eravamo soli, ed i tuoi non c’erano! Noi due siamo simili Riccardo! Già… molto simili…” Così dicendo, se ne andò, facendomi sentire ancor più confuso.

         Probabilmente, avrei davvero dovuto ricordare molto altro… Avrei voluto andare a guardare sotto quel cassetto, come facevo da bambino a casa della mia vicina, ma, la cosa più importante… la cosa che volevo fare in quel momento, era ritrovare la Cinesina! Dentro di me, sapevo che non l’avrei trovata! Comunque, caparbio e testardo, proprio come una volpe, proseguì per quella strada, con, adesso, la certezza d’avere un fratello volpe, ed un cugino gatto! Avevo, comunque capito cos’ero… ma questo non mi bastava!

         Andai in direzione della casa di Francy… Avevo il cuore in gola! Guardai la mia maglia… era rossa! Anche non volendo, avevo rispecchiato la mia vera natura! Con questa consapevolezza, camminai a grandi passi, fino a quel cancello! Arrivai… ma esitai a suonare! Sapevo che m’avrebbero accolto bene… ma… dopo che gli avessi fatto la mia richiesta? Cosa sarebbe successo? Con timore, spinsi quel pulsante… Mentre aspettavo, una terribile visione piombò nel mio cervello… Avevo immaginato, che in quella casa, avrei trovato i miei tre volti, corporei ed in piedi! Li vidi avanzare verso di me, e…

         Katy, s’affacciò dalla finestra del piano terra, e, riconoscendomi, mi fece entrare! Come avevo pensato, la padrona di casa, m’accolse bene in quella abitazione, ancora mezza in costruzione! Da dentro, oltre la scala di cemento, non ancora ultimata… oltre l’odore di polvere, tipico delle case ancora in fase di realizzazione, un buonissimo odore di ragù! Quella casa era stata sempre così! La signora Katy, era bravissima a cucinare, anche se metteva molto aglio… cosa che io non sopporto! Mi portò subito in cucina, attraversando quel corridoio… quel corridoio, teatro dell’apparizione del secondo volto! Nulla era apparentemente cambiato! Il tempo, sembrava, in quel luogo, essersi fermato! Mi chiese subito dei miei genitori, ed io, educatamente, risposi a tutte le sue domande… Ma poi, continuava a parlare di tutto… tranne che di LEI… la Cinesina… ed io, spazientito, mi decisi ad interromperla, per farle la fatidica domanda. Quella, sentendo, diventò subito seria, ma poi, riprese a sorridere in modo innaturale. Io incalzavo! Volevo sapere dov’era andato a finire il secondo volto, e quella… prima, mi disse di non saperne nulla, e poi… stranamente, di non ricordare! Però, dopo mi disse che avrebbe chiamato Francy per chiederlo a lei, visto che in quel momento la ragazza di trovava nella sua camera! Katy, scomparve all’interno della casa, passando per quel corridoio… Mi disse d’aspettare… Col senno di poi, seguendola, avrei potuto sentire quello che la mamma diceva alla figlia… Sicuramente, le avrà raccomandato di non parlare… Ma è facile dire le cose a posteriori… Non lo feci, ed aspettai in cucina… Anche le camere da letto di quella casa erano state sempre strane… Dal corridoio, s’accedeva, dopo una porta a vetri, in un’anticamera, dove si poteva vedere, subito sulla destra proprio la camera di Francy, sempre al buio, e poi, guardando sempre in quella direzione, un’altra stanza… la stanza di sua sorella maggiore Tery che si era sposata e che abitava col marito sempre in quella casa, ma al piano superiore, dove ancora mancavano le porte, poiché, perennemente, quell’appartamento risultava essere sempre, come ho già detto, in costruzione. Poi, sempre da quell’anticamera buia, guardando in avanti, un bagno molto curato, e poi, sulla sinistra la camera da letto della signora Katy e consorte! Quella era una stanza molto particolare! Infatti, regnava una malinconia strana… come se quell’ambiente, nascondesse un gran segreto! C’era un altro bagno… ma era piccolissimo e si trovava vicino alla cucina col caminetto!

         Francy, arrivò con Katy in cucina! Io ero in piedi, proprio sull’uscio ad aspettarle, e guardavo il salone con l’enorme tavolo e tante sedie antiche, e proprio quel piano che suonavo da piccolo… La ragazza, appena mi vide, mi baciò, e come la sua mamma, mi fece molte domande… ed io, invece, le chiesi del giornale. “Ah! Quella rivista… Cavolo! Era vecchia! Ah! Sicuramente l’avrò ormai buttata via! Mi dispiace non poterti essere utile Riccardo! Ma… vedi… quello era solo un gioco… un gioco da bambini! Siamo cresciuti! Dovresti dimenticare… Ormai sei grande! Ancora pensi a quella foto? Ma dimmi… Cosa la vuoi?” Anche lei… anche lei, come mio padre per Mami, m’aveva risposto in quel dannato modo… “COSA LA VUOI?” Ah! Il destino… Non voleva! Era chiaro! Ero arrabbiato e deluso, però, Mario m’aveva avvertito! Io, dissi a Francy solo che era ora d’andare, e lei, tirando un sospiro di sollievo, cosa che pensò non avrei notato, m’accompagnò all’uscita, mentre sua madre, ci seguiva salutandomi! Quando fummo arrivati fuori, con la mamma affacciata dalla finestra, come a spiarci, la ragazza mi disse parole molto strane… “Ric! Bisogna saper dimenticare! A volte… per proteggerci, dobbiamo andare avanti! Non pensare… è meglio!”

         Me ne andai! Tutti sapevano tranne me! Questa era una costante della mia vita! Francy me lo aveva appena dimostrato! Non sapevo più che fare! Non sapevo dove andare per riorganizzare meglio le mie idee! Decisi di fare un giro in città! Magari… avrei trovato qualche nuova soluzione… L’idea sperata, arrivò su una panchina… Se per Mami, in rete, non avevo potuto trovare nulla… magari, per l’altro volto, le cose potevano andare diversamente! Infondo, si trattava d’una immagine pubblicitaria… Per Mami, invece, avrei chiesto in giro… Siccome era un libro molto vecchio, probabilmente, presentato dall’autore nella scuola dove insegnava mio padre, qualcuno dei suoi amici, insegnanti come lui, di sicuro, l’avrebbero ricordato… e chissà, magari conservato in una libreria simile a quella del nostro studio. Con queste cose in mente, mi recai all’affaccio, e m’accesi una sigaretta. Pensai a quello che m’aveva detto Mario… Cosa voleva dire con la parola riferita a me… RICEVITORE? Questo pensiero, ronzandomi in testa come un’ape, mi fece ricordare le siglette infernali… e quel suono… quel suono che alle volte, in fase di dormiveglia… da basso, diventava insopportabilmente alto! Faceva paura! E poi… il televisore! Ecco! Avevo trovato la risposta! Quel televisore, era una metafora per farmi capire che infondo, ero io il RICEVITORE! Però, ne avevo paura! Ne avevo paura, perché potevo vedere molto di più! In pratica, avevo paura di me stesso! Ero solamente arrivato ad accenderlo quel televisore… con tutte le mie esperienze avute in quei giorni… Ora… dovevo riuscire a cambiare canale! Attraversare le righine… e vedere oltre… molto oltre!

         Contento per ciò che avevo scoperto, ma anche molto spaventato, visto che già erano le undici, decisi d’andare a bere qualcosa al bar! Volevo festeggiare, anche se la vera prova, ancora doveva arrivare, il successo del mio ragionamento! Sarei stato, d’ora in poi, un perfetto RICEVITORE, e la STANZA DI CRISTALLO, faceva sicuramente d’antenna… tutto questo, fino al giorno in cui, avrei dovuto anche TRASMETTERE! Ma… ancora dovevo “RICERCARE”! Dovevo trovare Mami, la Cinesina, e dopo anche la Maschera… La Strega! Così, entrai in quel bar, dove tanto tempo prima, tra l’odore di pasticcini, potevo ammirare un quadro… un altro volto… Scomparso anche quello… Una specie di “Pirata”, scuro in volto… con dei lineamenti particolari… Ricordavo anche uno sguardo feroce, e come un pezzo di legno infilato, forse nel naso… Anche quello avrei voluto rivedere! Però, sapevo che quel volto non era come gli altri tre! Era diverso! Con una birra in mano, pensai, a quello che avrei dovuto fare, una volta a casa… davanti al computer! La rete… non poteva nascondermi nulla! Ho bevuto tutto ad un fiato quella birra, e poi, subito a casa!

         Avanzavo verso la mia abitazione… mi venne in mente il mio fratello volpe… Mi venne in mente quello che avevo visto… Quei prati… quei colori! Erano miei! Quelli erano i miei veri ricordi… Ricordi d’un tempo lontano! Forse, quei tre volti, erano contrari sul fatto che qualcuno nascesse in modo puro! Nel cercare me stesso, dunque, avrei messo in pericolo anche i miei genitori? Si! Loro sapevano… Avevano già incontrato Mami, la Cinesina, la Strega! Si… Ma pur rischiando, dovevo ritrovare il mio passato! Sapevo di doverlo fare! Mi venne di nuovo timore! Forse… il mio fratellino volpe, era rimasto in forma animale per potersi proteggere? Solo allora, realizzai quanto avevo visto una sera di tanto tempo prima…

         Come ho già detto, a me piacevano, e piacciono ancora oggi, gli scoiattolini che avevo nei quadretti… Loro, insieme ad una volpe (guardacaso), protagonista di un altro cartone animato, m’avevano spinto, insieme ad un’altra persona, a scrivere e successivamente ad amare gli animali, tanto da diventare un Furry! Però, non avevo compreso che per me, essere un animale, non era solo un desiderio… ma una realtà! Ero davvero una volpe! Dunque… una sera, m’addormentai proprio nel divano del seminterrato, e dalla porta dello sgabuzzino, vidi un grosso scoiattolo striato… come quelli che si possono vedere a Disneyland! Mi guardava e sorrideva! Ebbi paura! Poi… com’era venuto scomparve! Pensavo fosse stato solo un sogno… E se invece, non lo era? E se fosse stato proprio come per tutte quelle cose che su quel divano, avevo ascoltato e che non riuscivo a ricordare? E se fosse stato tutto reale? Non sta a me dirlo… però, il dubbio c’era! E se quello scoiattolo, in realtà fosse stato mio fratello che era venuto a trovarmi? Era forse quell’uomo… collega di mio padre? Dunque… quei suoni di notte di campanello? Magari, non voleva farmi paura, facendosi vedere, come scoiattolo, cosa a me molto cara!

         In quel ripostiglio, avevo avuto un altro sogno… diverso… Sognai, un mio compagno di classe, con la testa che si staccava! Lo riconobbi… non so perché… Era come una bambola! Una bambola… ma senza volto! Guardacaso, Alex, era parente di quella suora, amica di famiglia, che m’avrebbe fatto “adottare”! La mancanza del volto, forse era un simbolo… significava la cancellazione della mia vera identità e del mio passato! Tutto questo in termini onirici…

         Arrivai di corsa a casa! Pensando a tutte quelle cose, scesi veloce nel seminterrato… accesi il computer, e mi misi a cercare le pubblicità di quella ditta di moda dal logo verde! Mio padre, mi vide, visto che era lì… Mi guardò cercare, ma io abbassai la pagina, dicendogli: “Cosa c’è papà?” Lui, con uno sguardo strano, mi disse: “Riccardo… Spegni il computer! E’ pronto da mangiare!” “Ma… se è ancora presto…” Risposi, e lui, senza dirmi nulla, tornò, salendo le scale, in cucina da mia madre, che era intenta ai fornelli. Li sentii parlare! Evidentemente, mio padre, si era reso conto di cosa stavo cercando… ma a me non importava! Dovevo cercare la Cinesina… ma non riuscii a trovare nulla! C’erano tutte le varie pubblicità della nota casa di moda… tutte… e tutti i modelli e le modelle che avevano posato per loro! Ma… della Cinesina nessuna traccia! C’erano addirittura, le pubblicità che avevano fatto scandalo… come quella dei cavalli in fase d’accoppiamento… ma del secondo volto… nulla! Non c’era! Non c’era proprio come non c’era Mami! Era assurdo! Assurdo… e strano! Anche Internet, dunque, non voleva che io ricordassi? Com’era possibile ciò? Forse… la ditta “B”, aveva fatto deliberatamente scomparire la Cinesina, che si era prestata per farsi fotografare solo perché la vedessi io da Francy? No! Il giornale in cui l’avevo vista, era molto famoso! Non solo io l’avevo vista di sicuro… E poi, io… io sapevo di non aver sognato quel volto… Però, come per Mami, mi venne un dubbio… Nonostante ciò, continuavo a cercare, fino a quando mia madre e mio padre mi chiamarono a gran voce! Il pranzo era servito…

        

        

 

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