I TRE VOLTI DEL PASSATO

RAFFAELE FAMELI

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(XXII) IL VERO SIGNIFICATO DEL PEN – LE PRESENZE IN CASA - LA RABBIA DI RICCARDO – IL MURO DI CONCENTRAZIONE –  IL RICORDO DI MORTE, E DANIELE, IL FRATELLO CHE SI SACRIFICO’

 

La vista del Pen, m’aveva provocato enorme turbamento! Non riuscivo a comprendere cosa centrasse con me e con la mia storia… Sulla strada che doveva condurmi a casa, sudato e stanco, mi chiedevo perché Mario aveva scelto di farmi vedere quella creatura… Inoltre, avrei dovuto, proprio quella notte, affrontare il muro di concentrazione, ed il mio io da bambino! Così, con tutti i miei dubbi in mente, svoltai per la strada dove avevo visto quel lupo… ma non trovai nulla! Non sapevo se essere deluso, oppure contento… Il Pen era di sicuro un simbolo… ma di cosa? Strinsi di nuovo la piramide ritrovata in mano, e nel stringere quell’oggetto, rividi l’immagine del Pen… Compresi… Era un essere senza volto… senza storia né passato! I volti, si mostravano a me con crudeltà, ma anche negandosi, mentre quello, avvolto nell’oscurità, non mostrava nulla! Il Pen, era dunque l’oblio e la mancanza di passato! Era… forse, il mio specchio! Non aveva volto… ma, mi esortava a riscoprirmi! Quella creatura era un altro mio alleato! Solo allora compresi le parole di mio cugino… Se non avessi visto ed affrontato il Pen, non avrei mai, e poi mai, potuto affrontare i tre volti del passato! Il Pen, era come il punto interrogativo… Con questa nuova consapevolezza, mandai dal mio cellulare un messaggio a Mario, per riferirgli di quanto avevo scoperto… Appoggiato al muro, proprio dove avevo visto quel lupo, attesi la risposta… che puntuale arrivò: “… Vedo… Dantini che hai compreso il Pen… Bravo il mio cuginetto volpe! Ma adesso… adesso ti aspettano nuove prove… La PARRUCCA! Salutami Riccardo da piccolo… E non ti far fregare più la piramide! Conservala nel tavolino a triangolo che sta nella stanza di cristallo! Quello è il suo posto! Da lì, ti proteggerà durante le tue scoperte ed incubi notturni… che si chiamano ricordi… Buona notte Dantini… Che l’orologio a piramide, segni il tempo della scoperta!” La risposta di mio cugino fu sibillina! A casa mia, nella stanza di cristallo, dunque, c’erano oggetti che io non avevo mai notato? Probabilmente si! Solo allora, mi ricordai di quello strano tavolino, regalatomi da mia zia… Quella del gatto Marco…  Era una specie di porta gioielli… Dentro un carillon! Mi venne da piangere, e giurai a me stesso, di mettere la piramide proprio lì… Ma… l’orologio a piramide? L’avrei cercato una volta a casa… Per ora, un altro dubbio affollava la mia mente… Cos’era la PARRUCCA di cui parlava Mario? Perché ricordarla? Era già tardi… Dovevo ritornare a casa per mangiare, e per mettermi davanti a quel muro… Corsi ed arrivai davanti a casa mia in un lampo, con la faccia stravolta! Aprii con le chiavi ed entrai… Trovai, sulla consolle, un bigliettino dei miei genitori… Mi comunicavano che si trovavano fuori casa per una ricorrenza, e che sarebbero rientrati molto tardi! Sorrisi! Era stranissimo! Magari, erano stati contattati dalla signora Mary? Potevo compiere, in perfetta solitudine, tutto quello che, mio malgrado, dovevo fare! Pensai, prima, a mangiare qualcosa… e subito dopo… in bagno… davanti a quel muro… poi, nella stanza di cristallo! Sapevo di non essere da solo… In quella stanza, insieme a me, ci sarebbe stato il mio fratello volpe, e quella… piramide, insieme al numero 14!

Non attesi nemmeno mezzo secondo… Andai subito a mettermi il pigiama! Sapevo che l’avrei trovato nella stanza di cristallo, sotto il cuscino! Volli vedere quegli strani oggetti che Mario m’aveva indicato! Entrai nella stanza di cristallo ed accesi la luce! Per prima cosa, notai subito quell’orologio… Lo vidi… Era proprio sul settimino dove tenevo gli indumenti intimi e le magliette! Lo ricordai! Era un regalo che mi era stato fatto da una mia parente tanti anni prima! Ma… a cosa serviva? Di sicuro a scandire il tempo come tutti gli altri orologi… ma la sua forma era particolare, e mi stupii di non averla notata prima! Proprio come il bianco ed il nero della scacchiera, i triangoli, erano una costante della mia vita! Riguardai, togliendola dalla tasca, la piramide, e confrontai le due forme… Sorrisi di nuovo e mi rallegrai! Dopo, mi girai a vedere quello strano tavolino, ed infatti, lo vidi all’angolo, vicino alla finestra! V’andai ed aprii il suo scrigno! Vi misi dentro la piramide, seguendo il verso della figura geometrica, e richiusi! Lì dentro, sarebbe stata al sicuro da tutto! Compresi che quella stanza non era come pensavo… In quella stanza ero al sicuro… Nulla… e poi nulla, avrebbe potuto turbarmi! Era solo la mia ricerca ad essere pericolosa… Però, era una cosa da fare assolutamente! In tutta la mia vita, ed ora lo sapevo, mi stavo preparando per questo! Ora, anche grazie ai miei alleati, non avrei più avuto né timore e né esitazione… solo forza! La forza di qualcuno che cerca davvero il suo io, malgrado i volti del passato, che non vogliono far accedere a questa conoscenza, che è, e resterà per sempre, un diritto di tutti! Un diritto naturale! I volti, dunque, negano l’IO!

Andai a mettermi comodo per affrontare quello che m’aspettava! Ero contento! Il Pen, che m’aveva fatto tanta paura, in realtà m’aveva regalato la consapevolezza di riscoprirmi! Dovevo ritrovarmi per non essere come lui… anonimo… senza identità! Con questi pensieri, tornai, in pigiama, giù, e preparai da mangiare, ma prima di farlo, nel seminterrato, affidai le mie esperienze fino allora fatte, al computer! Ecco… ora potevo mangiare in pace, pensando a quel muro… il muro di concentrazione, dove avrei acquisito il “potere” di rivedere me stesso da bambino! Non avevo idea su come questo potesse verificarsi… però, nutrivo grandi speranze! La pastina, piatto che a me è sempre piaciuto, era pronta! Al tavolo, con il piatto fumante, gustavo la calda bontà della pietanza, e cominciai a pensare… Pensai che la signora Mary, proprio a quell’ora, era come me, seduta al suo tavolo… e magari, proprio come stavo facendo io, stava mangiando… Però, un’ombra m’attraversò la mente! Avevo di nuovo paura! Avevo, questa volta, paura per lei! E… se i volti l’avrebbero attaccata? Mami, con la Cinesina e la Strega, di certo, erano sdegnati! E… arrabbiati com’erano, l’avrebbero minacciata, e forse anche ferita… tutto a causa mia e delle mie domande… E poi… Mario… Anche lui era da solo! Anche lui, avrebbe avuto dal trio malefico, il ben servito! Aveva ragione Rita! Era meglio scordarsi tutto! Solo per me valeva la riscoperta! Ma… perché aiutarmi, quando lo sapevano bene che sarebbe stato molto pericoloso? Perché rischiare per me? Questo non lo sapevo… Tutti erano a conoscenza… tutti sapevano… adesso anch’io sapevo! Ma il prezzo era troppo alto! Troppo dolore… troppa paura… ma dovevo andare avanti… ora… ora che sapevo di non esser più solo contro di LORO!

Pensando così, sentii di nuovo l’odore di braciere, e vidi comporsi nel piatto la forma della Strega, mentre avevo l’impressione che ci fosse qualcuno nelle stanze buie dietro di me! M’alzai di scatto, e nella mia mente rividi la Cinesina! Chiusi fortemente gli occhi! Non volevo vedere… LORO erano lì! Però, preso dalla rabbia, mi misi ad urlare: “… Cosa volete da me? Non l’avete capito che mi sto riprendendo la mia vita? La vita che voi, e soltanto voi, m’avete sempre negato? Lo so! Vi devo affrontare! Però, ora lasciatemi, e LASCIATELI in pace! Troppo dolore! Troppo buio… troppa paura! Basta! Io… Riccardo, sono una VOLPE! E voi… voi siete il nulla! Vi sconfiggerò! Volti d’un passato che è presente! Volti che per nessuno, MAI, dovrebbero esistere! Ho paura! Certo! Ma vi dimostrerò che non sono un codardo! Andrò davanti a quel muro! Farò tutto! E poi… poi, vi sconfiggerò una volta per tutte!” Detto questo, riaprii gli occhi piangendo! La mia battaglia stava per cominciare, ma non sapevo né quando e né dove!

Seguendo il consiglio della signora Mary, dopo aver di fretta lavato i pochi piatti serviti per la cena, raccolsi tutte le mie forze, e m’avviai verso il bagno, dove m’aspettava lui… il muro di concentrazione! Aprii la porta, e come sempre, mi sedetti sul WC, proprio lì davanti! All’improvviso, ricordai un altro particolare… Quando, a casa di Francy, avevo visto la Cinesina per la prima volta, era appena uscita una canzone d’un noto cantante! Io e la ragazza, proprio quella sera, cercavamo di cantarla, cercando anche di capire bene l’inglese… Però, una cosa che allora non avevo notato, era il videoclip di questo brano! Il cantante, in un’atmosfera psichedelica, si trovava ad una festa… Era come un locale pieno di gente in maschera! Una festa… ma molto particolare! Infatti, in quel locale… ed in quel video, regnava sovrana la scacchiera! Sempre lei… come per TELE PIANURA! No! Non poteva essere un caso! Vivendo da solo… questo era il titolo della canzone… Infatti, era così che mi sentivo! No! Non era un caso! Proprio quella sera… su quella dannata rivista, vidi il secondo volto! La Cinesina! Pensando a questo, mi vennero i brividi! Guardai quel muro, e mi chiedevo se nella mia vita, ci fosse stato un attimo di “vera” verità! La risposta certamente era no! Ecco perché mi trovavo proprio davanti a quel muro… Ecco perché, dovevo combattere per ricordare! Non era una cosa né semplice e né immediata, come reclamava la mia vera natura da volpe! Però, dovevo farcela a tutti i costi!

Ora, però sorgeva un altro problema molto grosso! La signora Mary, non m’aveva spiegato cosa fare davanti al muro di concentrazione! Non m’aveva dato, anche perché non poteva esserci, il libretto delle istruzioni sull’uso di quel muro! Dovevo affidarmi, come avevo già capito, solo al mio istinto… Guardai smarrito tutta la stanza… Il silenzio era opprimente! Mi soffocava! Guardai di nuovo in avanti, e cercai di ricordare cosa facevo da bambino… Dovevo tornare indietro negli anni! Forse, era quello il primo passo verso un qualcosa d’ignoto… I ricordi s’accavallavano… Ricordai Carlo… un mio vicino di casa… Ricordai le corse fatte con la sua bici, che avevo appena imparato a guidare, provando un senso molto forte di libertà! Ricordai tutti i giochi che facevamo, sia in quella strada, proprio davanti casa, e sia da me… nel mio seminterrato! Erano tutti ricordi dolci e tristi! Forse, i ricordi sono così… Devono esserlo per far amare la propria vita, e così, si impara ad amare se stessi e quello che davvero si è! Poi… all’improvviso, ricordai altro… Ricordai me, nello studio, che, essendomi stancato di studiare storia, uscivo dal balcone, mentre, Gianni, un mio compagno, che studiava sempre insieme a me, cercava d’apprendere su un vecchio libro la lezione, tutto questo, proprio sulla scrivania a fianco della libreria dove c’era lui… Mami! Atmosfera dolce, del sole al tramonto… Voci di bimbi che giocavano, mentre io, dovevo ancora mettermi su quel libro ad imparare date del passato… un passato che non era mio! Ah! Quanto mi sarebbe piaciuto ancora, come un tempo, giocare con Carlo… proprio come ora facevano quei bambini… Ma non lo potevo fare… anzi… vi venne un dubbio d’essermi inventato quelle voci di pargoli! Forse… erano le voci del mio passato… la mia, e quella del mio vicino di casa! Erano dunque, solo fantasmi d’un passato che non si poteva più ripetere! Gianni mi chiamava… dovevo rientrare dentro casa, per mettermi con il sedere su quella scomoda sedia, per annoiarmi a morte, imparando a memoria, date e nomi, di personaggi dei quali non poteva fregarmene di meno… Io non volevo! Ero immerso! Forse in quell’occasione, Gianni aveva visto, insieme a me, quel libro… Infatti, lui aveva conosciuto Mami! Ero stato io a farglielo vedere! Gli spiegai addirittura la mia paura… ma lui, mi prendeva in giro! Non poteva capire… non era come me! Mi ripeteva a cantilena: “… Mami… Mami…” come una buffa canzoncina! Era questo che faceva… Gianni non era come me… Lui, non conosceva il terrore dei volti del passato! E… all’epoca, nemmeno io…

Rientrando in me stesso da quei ricordi, guardai con intensità il muro! Dovevo concentrarmi… Adesso, tutto era svanito! Sentivo solo tenerezza… provavo dolcezza per me stesso, ricordandomi da bambino! Mi vedevo piccolo… il mio corpo… i miei occhi… Mi concentrai molto di più, e vidi quei puntini sulle mattonelle, scomparire, e trasformarsi in X… Respirai a fondo, senza distogliere lo sguardo… ed all’improvviso, riaffiorò nella mia mente un ricordo… un ricordo molto diverso da tutti gli altri… un’immagine! Era un prato verde… Il sole era al tramonto, ma io non riuscivo a vedere bene! Era come se fosse tutto sfocato! Sentivo, dalla parte posteriore del collo, come una pressione leggera! Non provavo dolore, e né sentivo sotto i miei “piedi” il terreno! Ero sospeso… Poi, mi sentii posare con delicatezza e dolcezza, ed avvertii l’odore di mia madre… ma era più intenso… La vista, ora, mi dava l’impressione d’avere un qualcosa di soffice e di color rosso, davanti a me… Poi… la mia “bocca”, venne spinta con tenerezza, verso quel rosso, e la mia lingua toccò qualcosa di morbido e lungo… ed alla fine… un sapore caldo… un caldo buono che scendeva dentro il mio corpo facendomi stare bene, e facendomi gioire della vita! Girando gli occhi, un’altra figura rossa… Anzi due… Una aveva l’odore di mio padre, mentre l’altra, profumava d’incenso ed alcol! Ero felice… Ero contento… ma, poi, tutto cambiò! Divenne grigio… a righine! Udii ringhiare, e vidi correre una quarta figura, ma più piccola delle altre, verso il grigio! Poi… poi… di nuovo la sensazione al collo, ma questa volta più violenta! Ora capivo di muovermi velocemente… ed alla fine udii la sigletta della noce, e rividi davanti a me, tutti e tre i volti che mi venivano incontro… e poi, l’odore di braciere… ed il calore intenso del fuoco vivo… un forte dolore allo stomaco…

Mi risvegliai nel bagno, avendo conati di vomito! Stavo male! Avevo visto… avevo visto, e provato il terrore! Dunque… i volti, avevano cercato di gettarmi nel fuoco? Perché? Perché farlo? Quella, fu un’esperienza che non avrei mai voluto rivivere… ma, forse, anche quella era necessaria, proprio come la tenerezza che adesso provavo per me stesso, e per il mio corpo… e per il mio VERO passato! Dovevo rivederlo… l’orrore ed il terrore… prima o poi… Avevo rischiato di morire… ed il mio fratello volpe, m’aveva difeso! Anche lui era piccolo… Maledetti volti… Pensavo! Fonte di paura, terrore, buio ed infine di morte! No! Non ci volevo pensare! Ma chi erano davvero? Non erano solo simboli… quei simboli che avevo, mio malgrado visto in quel libro, quella foto e quella maschera… No! Erano vivi! Vivi e malvagi! Era evidente! Non volevano farmi vivere… Non volevano che io diventassi grande! Ed ora… non volevano che ricordassi… Ma ormai, era troppo tardi! Infatti, avevo capito quasi tutto! E perciò, li avrei dovuti affrontare… Questo già lo sapevo… ma, ancora non capivo, e volevo comprendere… Ero comunque sulla buona strada… Cercai di riprendermi come potevo, ma quando fui lì lì per alzarmi, ripensai con terrore al Pen ed a quello che m’aveva detto Mario! Ripensai alla parola “PARRUCCA”.

Andai correndo, verso il piano superiore della mia casa… verso la stanza di cristallo! Provavo paura, e ricordai TELE PIANURA, la casa delle vacanze di Margarita, e la scacchiera! Ah! Quanto avrei voluto poter cambiare canale, ma ero solo una pedina… solo una pedina pronta a tutto, per poter diventare regina e vincere! Questo, sarebbe costato, però, molti sacrifici… Volevo saperne di più… Volevo ritrovar me stesso da bambino e parlargli… parlargli dei tre volti del passato, e, magari metterlo in guardia sui pericoli che, in futuro avrebbe corso! Sapevo però che questo era inutile… il passato non può cambiare… Però, quel bimbo, che ero io, m’avrebbe senz’altro aiutato a ricordare molto di più… Volevo anche conoscere il nome di chi, nonostante la sua giovane età, m’aveva salvato la vita, od, almeno, ci aveva provato! Entrando in quella fredda stanza… solo un nome! Ricordai un nome! Daniele! Ricordai che nella mia vecchia casa, un ragazzo, era venuto per imbiancare il soffitto, e che poi, era rimasto a pranzo da noi… come uno di famiglia! Il suo nome era appunto Daniele! Piansi, e, tacitamente, ringraziai di tutto il mio fratello volpe… il mio fratellino che m’aveva sorriso, e che si era fatto vedere sempre da me in modi diversi! Vidi sotto il letto un’ombra, ma non m’abbassai per vedere! Gli mandai, con un gesto, solo una carezza! Non ero solo! Non lo ero mai stato! Solo una domanda… Perché era sempre rimasto da volpe? Stava forse scappando anche lui dai volti? Lo stavano cercando? Volevano fargliela pagare per avermi protetto? Sicuramente si! Una volta affrontati e vinti i volti, si sarebbe mostrato a me, per rimanermi sempre accanto? Speravo con ardore di si! Dovevo ritrovare i colori dei benevoli monoscopi… Attraversare il bianco per varcar il muro a scacchiera! Essere, finalmente, ripreso dalla telecamera del destino… il mio!

Chiudendo la porta della stanza di cristallo, provai solitudine! Sapevo di non essere da solo, ma, quella era la mia battaglia! Presi un foglio ed una penna, e scrissi tutto quello che avevo vissuto in quei pochi minuti, ed affidai il prezioso foglio, al tavolino a triangolo! Insieme alla piramide, che ancora era lì e ci sarebbe rimasta! Era al sicuro! Di mattina, avrei affidato quei ricordi, e gli altri che sicuramente avrei avuto, al calcolatore… Ma ora, dovevo incontrarmi… Avevo compreso, infatti, che solo in sogno l’avrei potuto fare… Dovevo rivedere i miei occhi da piccolo… Provai un’immensa tenerezza, e, seduto su quel letto, mi misi a piangere, ma questa volta, non per paura, ma per gioia! Stavo per compiere un lungo viaggio…

Chiusi la luce, e la stanza di cristallo piombò nel buio… Ricercai, steso su quel letto come avevo già fatto in precedenza, la mia vera forma… Per me, ora, era naturale! Ci riuscii quasi subito! Capii d’essere trasformato in volpe… come sempre… solo che ora, ne avevo la consapevolezza! Cercando di non toccarmi con le braccia e le gambe, contai a ritroso da cinquanta fino a zero, guardando il lampadario e la sua strana luce! Tutto intorno a me divenne trasparente… Andai fino in fondo… fino ad addormentarmi… e, mentre facevo questo, mi sentii leccare con tenerezza!

 

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